Niente equivoci: se passano le leggi di Salvini siamo tutti responsabili di matteolilorenzo

Alcuni concetti devono essere chiari.

Le multe da un milione di Euro per chi imbarca migranti, il ritiro della patente, agli skipper e ai comandanti delle navi che trasportano migranti, il pattugliamento del mare da parte della Marina Italiana, sono misure criminali.
Cosa farà il comandante del peschereccio che avvista naufraghi in mare?
Cosa farà il comandante della motovedetta della Marina Militare Italiana che avvista naufraghi in mare?

Per osservare le disposizioni delle leggi di Salvini uomini onesti e onesti servitori dello Stato si macchieranno del delitto più orribile per un uomo di mare: lasceranno affogare i naufraghi.

Non ci credo e non sarà mai così.

Soccorreranno i naufraghi e li porteranno nel porto sicuro più vicino che sarà sempre Lampedusa o Pantelleria. Come ha fatto Carola come ha fatto Tommaso.
Verranno arrestati e i Tribunali della Repubblica li assolveranno con le motivazioni del GIP Alessandra Vella di Agrigento.
Se così non facessero, si macchierebbero del più vergognoso delitto per qualunque marinaio. Marcati per tutta la vita come obbrobrio sociale.
Se un qualunque magistrato o giudice li condannasse sarebbero assolti dai Tribunali di appello internazionali.
La foia isterica del Ministro Salvini sta coprendo di vergogna questo Paese.
I migranti non sono una emergenza, il problema non si risolve con migliaia di morti in mare: ci vuole progetto, visione di lungo termine, collaborazione internazionale, investimento politico e finanziario. Ci vuole una cultura della realtà  che Salvini non ha.  Salvini non ha progetto, non ha visione, disprezza la collaborazione. Non risolverà mai il problema: come ha fallito fino ad ora.

Le leggi che spingono al crimine sono leggo criminali e lo stesso vale per chi le scrive, approva e applica.
Se l’Altra Italia tace si macchia dello stesso crimine.
Non a mio nome.

Lorenzo Matteoli

matteolilorenzo | 10 luglio 2019 alle 10:46 | Categorie: Senza categoria | URL: https://wp.me/p2DeCb-bUd

Difendiamo lo Zibibbo di Pantelleria. di Antonio Casano

La salvaguardia di un vino di eccellenza è di solito assicurata da un disciplinare, la prima cosa che fa è  ancorarlo al territorio d’origine e nessun territorio può  essere ben delimitato come quello di un’isola come Pantelleria.

Che ora si può allargare il territorio è  per chi conviene una possibilità da valutare .

Ma Noi siamo alla distanza di 80 miglia dalla Sicilia e produciamo prodotti diversi chiamiamoli zibibbo tutti ma se  analizziamo con analisi di laboratorio,(estratto/secco) e constatiamo che non possiamo miscelare  queste uve per fare un moscato di Pantelleria- Sicilia .

Se proprio si insiste e chiamare zibibbo una uva non di Pantelleria allora ognuno si tenga il suo zibibbo ed i panteschi facciano di tutto per salvaguardare lo zibibbo di Pantelleria.

Verso il peggio di matteolilorenzo

renziani

Mezza Italia non vota, il 30% degli elettori (0.6×0.5) vota Salvini/Dimaio o Dimaio/Salvini. Il 12% degli elettori vota PD (0.24×0.5). La sinistra-sinistra non passa il 3% e si autoelimina. Il resto non conta nulla (Berlusconi, Meloni).

Il segretario del PD, Zingaretti, impotente nei confronti della corrente renziana, impegnata in una insostenibile difesa di Luca Lotti (e del suo amico Palamara), condanna il partito alla palude dell’irrilevanza.
Il PD, che dovrebbe risorgere dalla sconfitta del 4 Marzo, è travolto da conflitti interni che sembrano insanabili.
Salvini vede la possibilità di eleggere il presidente della Repubblica nel gennaio del 2022 alla scadenza del mandato di Sergio Mattarella: se prima di quella data ci fossero elezioni (anticipate) la Lega potrebbe controllare l’accesso al Colle del Quirinale di un suo candidato.
L’Italia, in sette anni di presidenza Lega/5S, fuori dall’Euro e dall’Europa, probabilmente in default economico, diventerebbe marginale, colonizzata finanziariamente dai potenti fondi USA o, forse, da qualche ciclopica figura finanziaria multinazionale asiatica.

Difficile immaginare la nuova identità culturale del nostro paese controllato dai referenti di Dimaio e di Salvini.  Scuola, Università, TV, Stampa, nelle mani dei Bussetti, Crimi, Foa, Giletti et al.

Qualcuno potrebbe scrivere la versione italiana 2030 di Soumission (Michel Houellebecq) e sarebbe una interessante lettura.

Quello che resta della sinistra post-PCI, che ha soffocato per cinquant’anni la possibile evoluzione socialdemocratica dallo stalinismo, incapace di pensare e di esistere dopo il crollo del Muro di Berlino del 1989, sistematicamente dedita alla pratica dello scissionismo settario di leader spocchiosi, ha una enorme responsabilità in questo lugubre scenario, continua a litigare e non se ne rende nemmeno conto.

Messaggio per Zingaretti, Renzi, Lotti, Carrai, Boschi, Del Rio …etc.: liberare il campo dalle ingombranti macerie della finta sinistra decotta e lasciare spazio all’Altra Italia, progressista, socialdemocratica, laica, liberal.
Sciogliete un partito che non esiste più.

Messaggio all’Altra Italia: se ci sei, batti un colpo.

 

Gli orribili baci dei ministri di Lorenzo Matteoli

Gli orribili baci dei ministri di Lorenzo Matteoli

Sicuramente non ci sono iniziative in campagna elettorale che il Ministro Salvini prenda senza accurata preliminare verifica del loro sicuro risultato in termini di voti. Quindi ha quasi sicuramente ordinato al suo staff di verificare se baciare il rosario e invocare la Madonna durante un comizio fosse o meno utile e proficuo in termini di voti. Lo staff ha subito organizzato una rapida verifica telefonica su qualche migliaio di nominativi e la risposta è stata positiva: l’85.5% (??) degli intervistati avrebbe apprezzato il gesto.

Con questa assicurazione il ministro si è messo in tasca il rosario e, al momento opportuno, dopo la necessaria retorica preliminare, di fronte al gruppo (limitato) di milanesi presenti in piazza del Duomo si è esibito nel gesto osceno, impudico e offensivo. L’applauso (peraltro incerto) dei presenti gli ha confermato il successo della laida sceneggiata. Tanto che lo stesso squallore si è ripetuto in successivi comizi.  Dio è con noi! Gott mit uns!

Uno slogan che ha firmato i più orrendi delitti della storia.
Fischi a Bergoglio e applausi (incerti) allo sbaciucchiamento del rosario.

Bisogna però chiedersi se l’indagine telefonica si sia veramente svolta, quale campione sia stato scelto, come si sia svolta, come siano stati interpellati gli intervistati e se lo staff servile non abbia operato in qualche modo per compiacere la propensione allo squallore del ministro. Bisogna poi veramente sperare che sia stata una indagine manipolata, settaria e volutamente orientata dagli yes-men per compiacere lo squallore del ministro. Perché se fosse vero che l’85.5% (?) degli italiani apprezza un gesto di questa miseria politica e culturale, c’è veramente da vergognarsi del nostro Paese, e non solo del Ministro Salvini.

La vicenda è anche un segno preoccupante dell’equilibrio mentale del ministro, perché la sola idea è indice di sindrome maniacale patologica.

Peggio sarebbe ancora se la mia ricostruzione ipotetica (indagine etc.) non c’è stata e se il Ministro Salvini, senza consultare nessuno, si è messo in tasca il rosario, pregustando la ributtante sceneggiata: il soggetto è malato.

Sono convinto che l’Italia non è quella che apprezza questo genere di vergogna demagogica blasfema, denunciata dalla stessa Chiesa Cattolica, e che anche una buona percentuale dei sostenitori di Salvini sia imbarazzata da questa penosa sceneggiata. Considero con affetto gli onesti ingenui che si lasciano commuovere da un ministro che bacia il rosario e invoca la Madonna (come quelli che si lasciano commuovere da un ministro che bacia l’ampolla del sangue di San Gennaro come Luigi  Dimaio a Napoli). Mi fanno paura i fanatici che rivendicano la liceità di questi comportamenti: si comincia baciando il rosario e si finisce bruciando le streghe, gli eretici e gli infedeli. Per non parlare di tutti gli orrori fra i due estremi. La cosa però più preoccupante è avere al governo di un paese laico queste personalità dal tratto feticista fondamentalista: come faranno i ministri sbaciucchiatori a garantire Libera Chiesa in Libero Stato? Come faranno a garantire leggi laiche e obbiettive e non bacate da asservimento feticista?

Spero che il 26 di Maggio l’altra Italia si svegli.

Se potete divulgate questo appello prima di domenica prossima: votiamo PD (nonostante tutto) in modo da evitare all’Italia questa sciagura. L’avremmo fatto volentieri, ma andiamo in rete soli il primo.
(Lorenzo Matteoli)

Dopo la sconfitta tornano in Europa

Dopo la sconfitta tornano in Europa di Matteoli Lorenzo

Trattamento dei prigionieri da parte delle milizie dell’ISIS.

Ufficialmente sono 138 i foreign fighters di nazionalità italiana sopravvissuti e attualmente prigionieri dell’SDF Curdo (Syrian Democratic Forces). Il numero complessivo dei foreign fighters europei è stimato tra 3900 e 4300 dal segretario di Stato Inglese Mr. Sajid Javid. Secondo altre stime potrebbero essere anche 6000. La maggior parte di loro proviene da

Inghilterra, Francia, Germania e Belgio e circa il 30% si ritiene siano già ritornati nei loro paesi in modo clandestino, assistiti da una rete europea di attivismo islamico estremo.

Il problema del loro rientro è a dir poco spinoso: sono ideologicamente jihadisti estremi, molti hanno sicuramente partecipato e sono responsabili di orribili crimini di guerra perpetrati dall’ISIS (decapitazioni di prigionieri, stupri sistematici, esecuzioni di massa).  Ancora più delicato il problema del ritorno delle mogli e dei figli dei jihadisti.

Molte donne non hanno partecipato alla guerra, ma di alcune si conoscono le attività di collaborazione come reclutatrici e informatrici.

Soggetti che hanno nazionalità inglese, francese, tedesca, belga e italiana e come cittadini di questi paesi hanno diritto a risiedere nel paese di origine, ma la loro partecipazione alla guerra dell’ISIS pone problemi non previsti dalle leggi correnti.

Se tornano si presume che abbiano partecipato a operazioni criminali e devono essere sottoposti a un processo in un tribunale dove va documentata la loro partecipazione ad attività criminali, cosa che è quasi impossibile, come è impossibile documentare il contrario.

Trump ha recentemente dichiarato che se i paesi europei non riprenderanno i jihadisti di loro competenza questi verranno liberati dall’SDF che attualmente li detiene in prigionia e quindi molti, se non tutti, ritorneranno in modo clandestino evadendo ogni controllo, è necessario quindi istruire una iniziativa ufficiale.

Per il momento nessun paese europeo ha risposto all’ultimatum di Trump, si sa che tutti i paesi stanno studiando il problema.

Mario Giro – Viceministro al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha una posizione interlocutoria (cfr il suo libro Noi Terroristi) favorevole al ritorno controllato e a una gestione della de-radicalizzazione dei soggetti.

L’ipotesi, più o meno esplicita, del Viceministro Giro è che la radicalizzazione islamista dei soggetti sia avvenuta anche per una responsabilità dei paesi di residenza originale (per gli italiani quindi dell’Italia): la responsabilità di non averli saputi  integrare, che, secondo il Viceministro Giro, va ammessa e riscontrata. L’ipotesi di far rientrare in Italia soggetti fra i quali ci possono essere responsabili di crimini orrendi, evidentemente non trova molto favore nella pubblica opinione, tantomeno in quella vicina alla cultura della Lega di Salvini. Ma anche in altre aree della pubblica opinione italiana, non necessariamente di destra,  il ondamentalismo islamico jihadista non gode di grande popolarità né di benevola comprensione culturale.

Una volta ritornati, ammesso che abbiano sinceramente accolto la de-radicalizzazione, come integrarli e come proteggerli  dalla comprensibile malevolenza della gente, come ricostruire un rapporto di fiducia? Come impedire le possibili ricadute? O la continuazione del loro jihad personale in Italia.

L’Italia per ora non ha proposto norme o ipotesi di comportamento, la magistratura può applicare l’articolo 270 bis del Codice Penale che punisce chi organizza atti di sovversione o terrorismo.

Una recente sentenza ha sottoposto a sorveglianza i foreign fighters tornati dopo aver combattuto a Kobane con i Curdi contro il Califfato con una motivazione che si potrebbe applicare a tutti i militari italiani che hanno combattuto in Iraq, Afghanistan, Libano: soggetti pericolosi per aver acquisito competenza nel maneggio di armi da guerra e per aver partecipato a operazioni militari. Ovvero sulla opportunità di distinguere.

 

analisi di Pizzarotti e le sue implicazione Di Matteoli

 

 

 

 

 

 

 

 

Tratto dal Post:

Federico Pizzarotti

on Monday

“Tutto in streaming”:sparito lo streaming (fin dal meraviglioso incontro in luogo segreto con Casaleggio padre che andò a prenderli in autobus privato per portarli chissà dove senza streaming, dopo l’elezione di Grasso presidente del Senato);

“Mai alleanze con i partiti” (con specifica menzione alla Lega): non c’è bisogno di spiegazioni;

“Tutti gli stipendi e le restituzioni rendicontati”:appena li scoprono che non sanno manco controllare dei bonifici fanno sparire tutta la rendicontazione, così ora chiunque può tenere tranquillamente tutto lo stipendio;

Qualsiasi carica nel M5S sarà elettiva“: presidente non eletto, segretario non eletto, tesoriere non eletto, membri del direttorio non eletti, portavoce non eletti, responsabili comunicazione non eletti;

“Candidati scelti dalla base“: è durata finché quelli scelti dalla base sono andati bene alla dirigenza, dopodiché sostituiti d’ufficio;

“Mai in televisione“: è durata finché non ha fatto comodo andare in televisione (ma sempre e solo quando possono andare senza contraddittorio, altrimenti non sanno ribattere);

“Esame di Diritto Costituzionale per tutte le cariche elettive“: pensa che risate se davvero dovessero sostenere loro un esame simile, non rimarrebbero abbastanza politici del M5S per una giunta comunale;

“Rotazione dei capigruppo in Parlamento“: sparita;

“Fuori dall’Euro”:no, no, dentro l’Euro, assolutamente (poi una parlamentare dice pure “non so cosa voterei a un referendum”);

“Massimo due mandati, poi a casa”:già dopo marzo avevano detto che, se si fosse tornati al voto, si sarebbe ripresentata la stessa squadra. E anche questa vedremo come andrà a finire alla fine 

“Alleanze in Europa scelte dalla base“: sondaggi con opzioni insensate e post di propaganda per indurre al voto dell’opzione desiderata dalla dirigenza. Stessa cosa successa con il voto di oggi 

“Si possono trovare 30 miliardi col primo decreto al primo consiglio dei ministri”(con tanto di sventolio di fogli): poi quei miliardi non esistono e si deve fare deficit;

“Siamo ultimi nella classifica della libertà di stampa”:poi fanno liste di giornalisti sgraditi e appena vanno al governo e attaccano i giornalisti che li criticano;

“I ministri li sceglie il Presidente della Repubblica“: il Presidente dice di no a uno fra molti e loro minacciano l’impeachment (senza sapere neppure cosa sia né che in Italia non esiste);

“Mai più governi non eletti”(i governi non sono mai stati eletti e non è previsto che lo siano): vanno al governo con un presidente del consiglio che non si era candidato tale e con una coalizione che non si era presentata alle elezioni;

“Mai più alleanze post elettorali fra partiti che si presentano divisi e poi inciuciano” (non si chiama inciucio, si chiama alleanza): vanno da soli, poi “inciuciano” con la Lega; ah no, ora è un contratto. 

“Nessun Indagato”:è durata fino al primo indagato M5s e ad ogni nuovo indagato si “correggono” le interpretazioni. Regole sempre applicate per i nemici e interpretate per gli amici. 

“Fuori i partiti dalla RAI!”– RAI interamente occupata insieme alla Lega senza lasciare manco un usciere alle opposizioni;

“No al TAV“: TAV… vedremo come andrà a finire 

“No al TAP”:TAP confermato;

“Niente più fondi alle scuole private”:fondi alle scuole private confermati;

“Niente F35 acquistati”:acquisto degli F35 confermato;

“Mai più condoni”:fanno il condono fiscale e pure il condono edilizio;

E vediamo se oltre a frasi come : e allora il piddi, non saresti stato nessuno senza Grillo, sputi nel piatto dove hai mangiato, e tante altre frasi fatte, sarete in grado di fare una serena autocritica….

Riporto questo post dell’ottimo sindaco di Parma per fare qualche riflessione.

La lettura delle reazioni dei trinariciuti grillini al post di Pizzarotti è interessante perché conferma, oltre ogni dubbio, la sintesi fatta da Wittgenstein (aka Luca): “Per chi ha votato Dimaio i fatti non contano un cazzo…”

Come aveva previsto Pizzarotti molti talebani grillini rispondono come lui aveva previsto: “e allora il piddi, non saresti stato nessuno senza Grillo, sputi nel piatto dove hai mangiato,”. Nessuno risponde sui fatti citati da Pizzarotti, anche quando sollecitati a farlo, solo puerili insulti.

Dall’elenco fatto da Pizzarotti risulta chiaro come il governo gialloverde sia una brutta copia del “more of the same”, con l’aggravante della incompetenza puerile e della stupidità arrogante dei 5S e del razzismo di Salvini.

Dimaio non ha gli strumenti culturali per imparare la lezione e annaspa aumentando la quota di acefala arroganza.
Il comportamento di Dimaio (abbandonato anche dal “garante” Grillo) indica panico e confusione, né vale l’assistenza del Dibba che in effetti peggiora la linea isterica impostata dal “responsabile” politico.

Con le ultime regionali è iniziato il tracollo di Dimaio & C. abbandonato dalla quota talebana del movimento e dalla quota ragionevole (gli ex PD probabilmente). Questa tendenza dovrebbe venire confermata in Sardegna e in tutte le prossime elezioni. Resteranno con i 5S solo i più stupidi e fanatici … lo zoccolo duro forse del 7%.

Restare nel Movimento, dopo l’esercizio di quasi un anno di governo, richiede totale cecità di fronte alla più lampante evidenza, ma ci sono soggetti disponibili.

Dove andare è una buona domanda se si guarda al tragico panorama del teatro politico italiano complessivo. Ma in politica come in natura il vuoto non esiste: presto si presenteranno alternative coraggiose e ragionevoli.

(lorenzo matteoli)

Il professore Lorenzo Matteoli esprime una sua opinione

Il professore Lorenzo Matteoli e anche nostro collaboratore, esprime la sua opinione sulla criminale buffonata dell’analisi, così da lui definita, costi benefici sulla TAV Che tra l’altro sarà oggetto di un suo approfondito esame non appena sarà pubblicata.   

Va detto in primo luogo che le analisi costi benefici si fanno per iniziative in contesti socioeconomici noti e strutturati. Modellabili  per archi di tempo limitati in modo relativamente affidabile. Per poter modellare  in modo altrettanto affidabile le   ricadute socioeconomiche degli interventi oggetto di studio e trarne plausibili conclusioni.  La letteratura sul tema è immane e non vale la pena insistere su una conclusione che è ovvia e banale: l’analisi costi benefici su infrastrutture secolari non ha alcun senso, è un esercizio pseudoscientifico che si presta ad ogni sorta di truffa, manipolazione, imbroglio. È  disarmante la fiducia feticista nell’analisi svolta per la TAV di una classe politica che definire scientificamente  sprovveduta è una ingenua cortesia. Ma più che altro fa paura. Il collegamento ferroviario veloce Veneto, Lombardia, Piemonte, Hautes Alpes, Savoia, Dauphiné sarà l’infrastruttura determinante di una delle più potenti macroregioni europee: per economia, industria, agricoltura, tecnologia e finanza. Una realtà geografica paragonabile, probabilmente vincente, rispetto alla macroregione attualmente dominante quella del Centro Europa. Quali saranno le condizioni eco-geografiche di questa nuova realtà territoriale nel 2080-90  è oggi pensabile  in termini di visione politica, ma non modellabili in termini di macroeconomia. Per questo le decisioni su infrastrutture territoriali di portata geografica su archi di tempo semi secolari o secolari  si possono fare solo in un quadro di filosofia politica. Detto questo ci si chiede come mai lo studio svolto sui costi e sui benefici della TAV che, ripeto, non ha alcun fondamento credibile sul piano scientifico perché tutte le ipotesi sulle quali si basa sono impugnabili se non esplicitamente vuote di senso comune e di obbiettivo valore, come mai dicevo, questo esercizio sia considerato alla stregua di una “verità rivelata”. Il motivo va detto senza timidezza: lo studio, vuoto e ingannatore,  ha la stessa matrice  di vuoto inganno che connota l’attuale classe di governo e i partiti che la sostengono. E che siano una maggioranza numerica non ha alcun valore. Quasi sempre nella storia, anche recente, le “maggioranze” (magari oceaniche)  ci hanno condotta alla sciagura. Con buona pace della democrazia che non sarà mai figlia di piazze incazzate. E non lo è mai stata. Ci sarebbero molte altre cose da dire, ma una in particolare mi preme denunciare: la vergogna del Politecnico di Milano che non denuncia questo suo prodotto e se ne rende responsabile: una vera offesa nei confronti della solida tradizione dell’Ingegneria italiana della quale l’Ateneo Milanese è sempre stato illuminato rappresentante fin dalla sua fondazione nel 1863. Appena sarà disponibile il documento e sarà possibile analizzarlo seriamente né farò una analisi precisa, e non dubito che con me ci saranno molti altri, per denunciare in modo documentato una cosa che oggi è già peraltro evidente in linea di principio fondamentale: la sua infondatezza e l’inganno che produce.

CONFESSIONI PERICOLOSE di Mario Pulimanti

CONFESSIONI PERICOLOSE di Mario Pulimanti

 

Non ho il coraggio di dire queste cose a mia moglie, così le scrivo sul giornale.

Così come, sul versante femminile, esistono le mani di fata, su quello maschile esistono gli uomini

veri, quelli da amaro Montenegro, capaci di salvare cavalli ma anche di aggiustare oggetti, di riparare guasti domestici, di lavare i piatti e di cucinare.

Io, ahimé, come molti altri uomini, non appartengono a questa categoria. In realtà so fare tante altre cose. Leggo moltissimi libri e me li ricordo.

Credo di cavarmela con la scrittura e malgrado quello che dicono certi miei colleghi, penso di

lavorare con impegno e con discreta abilità.

Faccio delle belle fotografie.

E poi quando c’è da bere e da mangiare sono un vero professionista!

Ma, come dice mia moglie Simonetta, in tutto il resto, o quasi, sono un disastro.

E quando dico disastro non esagero.

Perché la mia vita è punteggiata, quotidianamente, da sconfitte imbarazzanti.

Prendiamo la botanica.

Vi dico subito che Simonetta ha il pollice verde.

Ogni pianta che lei mette in casa diventa un baobab.

Io, invece, sono una catastrofe vivente.

Ogni pianta che metto in ufficio muore dopo pochissimi giorni.

Sono l’Attila delle azalee, dei ficus e degli oleandri.

Passiamo alla cucina.

Per sintetizzare il mio rapporto con i fornelli sarò esplicito: non so cucinare nemmeno un uovo al

tegamino.

Quando prendo in mano una padella divento Fantozzi.

Confondo il sale con lo zucchero.

Mi brucio le mani quando scolo l’acqua della pasta.

E le poche volte che ho provato a cuocere una bistecca i vicini hanno chiamato i pompieri per via del fumo, che ho provocato nel palazzo.

Poi c’è il bricolage.

Se c’è da attaccare un quadro mi prendo a martellate da solo.

Se devo bucare una parete col trapano mi ritrovo nel salotto dei vicini di casa.

Non parliamo dei miei maldestri tentativi quando c’è da sturare un water: provoco un maremoto e

allago l’appartamento.

Se cerco di aggiustare una presa elettrica faccio saltare la corrente in tutto il quartiere.

Da solo non riesco a mettermi un cerotto al dito.

E se prendo in mano un tubetto di attaccatutto resto per tre giorni con il pollice incollato all’indice.

Piuttosto che cambiare una gomma della mia automobile, vendo l’automobile.

Perché potrei restare lì, a combattere col crick, per intere settimane.

Impazzisco quando c’è da registrare qualcosa in Tv.

Se decido di registrare un film mi ritrovo sul decoder un documentario sulla vita delle renne nella

Lapponia orientale!

Comunque sono un uomo fortunato perché mia moglie, nonostante tutto, è innamorata dei miei difetti e, sempre vigile sul destino sia dei nostri due figli, Gabriele ed Alessandro che pure dei nostri quattro cagnolini, Margot, Lupin, Nina e Neve finisce con l’essere lei il vero fulcro della famiglia, anzi ne è l’unica colonna portante.

E, anche se il suo tentativo di trasformare la nostra famiglia in una unità di cui andare socialmente

fieri fallisce inevitabilmente, eppure l’amore rimane lo stesso.

Sbagliato parlare di ritorno al fascismo di Mario Pulimanti

Sbagliato parlare di ritorno al fascismo di Mario Pulimanti

Sono dell’opinione che in Italia ci sia una domanda di leadership e di nuovi punti di riferimento. Leggere l’attuale fase politica come una riedizione sotto forme e colori diversi del Ventennio è uno sbaglio a cui in tanti a sinistra non sanno sfuggire. L’approccio andrebbe capovolto, cominciando a chiedersi perché si è determinata in Italia una situazione politica come l’attuale. Lo scetticismo verso l’Europa, la diffidenza verso i mercati finanziari, la paura per gli immigrati non sono semplicemente frutto della propaganda. Sono il risultato di errori politici, di una sudditanza culturale verso un certo neo-capitalismo, di una deriva che ha portato la sinistra italiana ad essere sempre più il partito dei diritti e non dei bisogni. Penso che sarebbe più utile interrogarsi su questi temi, piuttosto che rifugiarsi in un anacronistico e inconsistente anti-fascismo.

Solo l’idiota uccide il cammello con il quale deve attraversare il deserto. di Lorenzo Matteoli

Solo l’idiota uccide il cammello con il quale deve attraversare il deserto.

di Lorenzo Matteoli

La Concessionaria Autostrade per l’Italia ha certamente molte responsabilità nella catastrofe di Genova, ma il problema è molto complesso e non si possono escludere corresponsabilità del Governo e del Ministero dei LLPP che aveva un ufficio incaricato di vigilare sugli adempimenti manutentivi della Concessionaria e con molte probabilità non lo ha fatto o per lo meno lo ha fatto in modo insufficiente. Infatti, assumeva senza riserve le autocertificazioni della Concessionaria senza effettuare o chiedere verifiche indipendenti.

Nel 2002, quando è stata fondata Autostrade per l’Italia per acquisire la concessione dall’ANAS, la situazione irreversibilmente compromessa della struttura del viadotto sul Polcevera era nota all’ANAS e al Ministero dei LLPP (può darsi che nel Contratto di Concessione qualcosa sia stato previsto nel merito, se non ci fossero disposizioni si dovrà risolvere un ulteriore problema).

Comunque, l’interesse dell’attuale del Governo è che la Concessionaria rimanga solvibile e capitalizzata se si vuole che affronti il risarcimento di danni e vittime e la spesa per la ricostruzione urgente del ponte sul Polcevera, per la quale ha già dichiarato la sua disponibilità. Il contenzioso è appena iniziato e i suoi sviluppi non sono scontati.

Per questo la posizione del Vice Primo Ministro Di Maio sulla ferma decisione politica del Governo di procedere alla “revoca”  della Concessione senza se e senza ma (“Chi si oppone [alla revoca]dovrà passare sul mio cadavere…”) è pericolosa e ha già avuto immediate conseguenze catastrofiche, con la perdita di 6 miliardi di Euro sul mercato finanziario dei titoli della  Atlantia (che controlla Autostrade per l’Italia). Praticamente mettendo la Concessionaria alla bancarotta o quasi.

L’uso del termine stesso “revoca” è improprio, in quanto implica la volontà unilaterale del Concedente con pericolose conseguenze per il Governo, mentre invece l’obbiettivo corretto dovrebbe essere quello della “risoluzione” del contratto di Concessione, motivata e concordata fra le parti.

L’uso del termine “revoca”ha provocato la reazione della Concessionaria per la difesa dei suoi titoli e dei suoi investitori (banche e cittadini italiani in grande parte), con una nota nella quale ha ricordato che, ai sensi del contratto di concessione, in caso di “revoca”da parte del Concedente,  le saranno dovuti i cespiti attivi fino alla scadenza della concessione nel 2038.

Difesa dovuta visto che, allo stato, non esistono responsabilità dimostrate e contestate ufficialmente, ma solo assunti

personali di Ministri del Governo. Il Ministro Di Maio ha qualificato la nota della Concessionaria come “disumana” (“Sono solo interessati ai soldi … dove hanno il cuore…”), un atteggiamento aggressivo pericoloso nella delicata congiuntura.

Certamente utile per riscuotere consensi del pubblico frustrato.

Una Concessionaria alla bancarotta aggrava il disastro per il Paese. Nella situazione specifica un comportamento fermo, ma obbiettivo del Governo sarebbe molto opportuno e l’altro Vice primo ministro Matteo Salvini sembrava averlo compreso, ma è stato coartato dalla posizione drastica del suo collega e, con molta reticenza si è dovuto allineare.

Il crollo del titolo sui mercati è stato simile a quello conseguente a una operazione di aggiotaggio finanziario e non si può escludere che qualche operatore avventuroso sul mercato non ne approfitti, comprando titoli di Autostrade per l’Italia con pochi milioni di Euro attratto dal rischio di guadagnarne molti di più (al limite qualche miliardo).

Con i 6 miliardi di Euro azzerati si sarebbero potuti costruire 60 nuovi viadotti da 100 milioni di Euro l’uno (come quello già progettato e proposto dalla Concessionaria, prima del tracollo in borsa).

Conviene ricordare che l’ansia di sfruttare dichiarazioni demagogiche radicali per ottenere il consenso del pubblico è già costata alcuni miliardi ( 3 o 4…) al Paese, con l’aumento dello spread seguito alla pubblicazione del “contratto” fra Lega e 5Stelle, contratto che prevedeva spese per centinaia di miliardi e entrate per poche decine di milioni di Euro. Ora, con la campagna del Governo per la revoca della Concessione alla società Autostrade per l’Italia, abbiamo raggiunto la decina di miliardi di Euro che gli Italiani dovranno pagare (direttamente o indirettamente). Una politica costosa.

La società Autostrade per l’Italia ha sicuramente responsabilità per la sciagura di Genova, e ancora non si sa quali e di quale portata, ma al Governo non conviene costringerla alla ancarotta con dichiarazioni indignate, ma avventate e di sapore demagogico. È sperabile che la finanziaria Atlantia (che controlla Autostrade per l’Italia)  possa recuperare, almeno in parte,

il valore dei suoi titoli per far fronte agli impegni dovuti per i quali ha dichiarato disponibilità. Il danno provocato al Paese dal comportamento del Governo è stato gravissimo.

Come dice un noto proverbio arabo: solo l’idiota uccide il cammello sul quale deve attraversare il deserto.