Unità nella diversità di Gianfranco Rossetto

Unità nella diversità di Gianfranco Rossetto

Il 3 Aprile 2019 il CEP (Centre for European Policy di Friburgo ) ha pubblicato un breve studio “L’EURO ha vent’anni: chi sono i perdenti ? chi sono i vincenti ?”.

Già nel titolo si capisce che i Paesi sottoscrittori non sono tutti uguali !!

Come appare evidente , per i vari articoli apparsi in passato, io non sono contrario all’EURO. Sono pero’ molto critico nei riguardi dei responsabili politici italiani  che hanno voluto/accettato di fare dell’EURO una Moneta Unica invece , come sempre ventilato da eminenti economisti, una Moneta Comune.

Quando nel 1992 fu firmato il Trattato di Maastricht fu annunciato agli Europei un orizzonte di prosperità che avrebbe portato i paesi più poveri a colmare il divario con  i Paesi più ricchi. Ricordo a questo proposito  solo l’imprudente dichiarazione di Prodi : “…con l’EURO lavoreremo un giorno di meno, guadagnando come se lavorassimo un giorno di più” !!!

Ebbene da alcuni anni NOI semplici mortali stiamo constatando esattamente l’opposto e per di più  in un contesto  esplosivo.

Come si spiega allora che coloro che ci hanno portato in questa indiscussa problematica situazione non si sentano in dovere di dare delle spiegazioni ?

Di fronte alle incombenti difficoltà economiche e sociali che avvelenano la nostra vita quotidiana, come si fa a non condividere e supportare questo bisogno del Cittadino comune  di sapere cosa sia veramente successo , quali errori siano stati commessi e , soprattutto ,  da CHI ?

Eppure io non ricordo di aver trovato particolare risalto nella Stampa di informazione italiana di questo studio del CEP. Ci sono state in verità alcune critiche apparse sulla stampa specializzata sulla metodologia utilizzata.

Basandosi naturalmente sulle tesi “liberali” della Scuola di Friburgo, gli autori hanno messo in rapporto i Paesi della zona Euro con altri Paesi che presentano caratteristiche analoghe senza pero’ avere una Moneta Unica e hanno dedotto quale sarebbe stato il loro PIL senza la Moneta Unica.

Un metodo definito empirico, semplice ma considerato valido: esso dimostra che in venti anni la Moneta Unica ha fatto perdere ai Francesi ed agli Italiani più del 10% del loro reddito” e che i Tedeschi e gli Olandesi sono i soli Europei che ne hanno beneficiato con un “guadagno per abitante di circa 20.000 Euro”.

Ma se un Premio Nobel per l’Economia (Joseph Stiglitz) nel 2016 ha potuto emettere nel suo “Come l’Euro minaccia l’avvenire dell’Europa” le più grandi riserve sulla pertinenza dell’Euro come Moneta Unica, cio’ si deve, secondo Stiglitz, perché la Moneta Unica ha eliminato i regolarizzatori naturali all’interno della Zona Euro amplificando la “naturale” guerra commerciale tra i Paesi che la compongono.

Tra i Paesi , non ci sono dubbi , esiste da sempre un naturale conflitto commerciale. Nessun Paese è disposto ( io direi “non dovrebbe permettersi” ) di sacrificare il benessere dei suoi abitanti a favore di altri Paesi.

Basti pensare all’attuale guerra commerciale tra USA e Cina che ha raggiunto livelli particolarmente accesi , usando pero’ le stesse “armi” : Regole commerciali, Diritti di dogana ecc. ecc. che permettono reciprocamente di difendersi ed attaccare in modo da arrivare ad un “compromesso accettabile per entrambi”.

Ebbene , come sappiamo, all’interno della Zona Euro cio’ non é più possibile !

I differenti Paesi membri della Zona Euro non dispongono più delle “armi” che permettevano loro di difendersi – non dico attaccare – da un attacco aggressivo proveniente da questo o quel partner.                              Ci sono “Paesi virtuosi” e “Paesi incoscientemente allegri”.                           Ci sono Paesi “Formiche” e Paesi“Cicale”.            Non é pero’ nostro compito disquisire  di Etica politica e/o di Diplomazia.

Qui si tratta di Paesi “Cicale” che , per frenare il loro progressivo impoverimento, sono costretti a chiedere prestiti ai Paesi “Formiche” dotati – in contrasto con i principi sottoscritti nel Trattato di Maastricht-  di eccessivi surplus monetari…ma questo indebitamento progressivo ha dei limiti.                                                                                                            Limiti che , già nel 2015,  l’economista Joseph Savès nel suo “L’Europe à l’épreuve de la monnaie unique” portavano  alla conclusione che bisognava trasformare la Moneta Unica in una Moneta Comune “…collegata/appoggiata a delle monete nazionali ad uso esclusivamente interno e aggiustabili tra di loro”.

L’Unione Europea realizzerebbe cosi’ il suo bellissimo motto “Uniti nella diversità”.

Gianfranco Rossetto

L’opinione di Gianfranco Rossetto

I dubbi su alcune decisioni della BCE di Gianfranco Rossetto

 

Le due recenti decisioni di politica monetaria della Banca Centrale Europea (BCE ) “sono andate oltre quello che la maggior parte degli investitori si aspettava”  (Financial Times ). Eufemismo britannico !

Mi perdonerete percio’ se interrompo il mio lungo silenzio cercando di non trasmetterti il mio permanente pessimismo sul futuro della nostra Europa .

Draghi ha deciso di

  1. a) rinviare(su livelli pari a quelli attuali almeno fino alla fine del 2019 ) l’aumento dei tassi di

interesse fissato in precedenza per la fine dell’estate 2019

  1. b) mantenere dal prossimo settembre e fino a marzo 2021, ogni tre mesi, nuovi Targeted Long Term Refinancing Operations (TLTRO), i finanziamenti a lungo termine che la BCE concede alle banche .

Ormai ci siamo abituati a convivere con i “tassi negativi” e con una politica che permette all’Italia , e forse anche alla Francia,  di non fallire in quanto questi paesi vengono… pagati per chiedere prestiti !!

Mi sembra sia tuttavia  lecito chiedersi  che ruolo possa avere una Moneta ( EURO ) che un banchiere centrale puo’ decidere di moltiplicarla all’infinito.

Anche perché la distribuzione sotto forma di credito é in seguito controllata da banche commerciali

che… vi fanno pagare se la lasciate sul vostro conto corrente!

Non c’é quindi da meravigliarsi se, il giorno dopo queste decisioni, il corso dell’oro sia entrato in fibrillazione e il dollaro si sia sia rafforzato rispetto all’Euro.                                                                                         L’Euro sembra assumere progressivamente la funzione di una semplice Unità di Conto e di un Intermediario di scambio…purché ce la  lascino scambiare.

Per quanto ancora?

Chissà se ci sarà qualcuno che abbia il coraggio di essere più esplicito degli economisti del Financial Times?

Il sussidio no è meglio che lavorare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL PASSITO…… IL DISCIPLINARE…..UN PRODOTTO UNICO AL MONDO….. EPPURE…… Da:            antoniobiagio.casano@tin.it

                         

Articolo 5 del disciplinare moscato di Pantelleria.

“Norme per la vinificazione Le operazioni di vinificazione, ivi compresi l’appassimento delle uve e l’alcolizzazione dei tipi liquorosi, devono essere effettuate nell’isola di Pantelleria.

Le operazioni di spumantizzazione e frizzantatura devono essere effettuate all’interno del territorio

amministrativo della Regione Autonoma della Sicilia.

L’imbottigliamento dei vini “Moscato di Pantelleria” e “Passito di Pantelleria devono avvenire all’

interno della zona di vinificazione “.

Questo articolo del disciplinare è stato in maniera eclatante, dando spazio a deroghe , disatteso con

danni in primis per l’ agricoltore ed egli stesso non se ne rende conto.

Un’ altra cosa che sembra strana è tutte queste tipologie di moscato previste ,in quanto bastava una

sola tipologia ” moscato passito di Pantelleria ” ,i diretti interessati dicono per aumentare il ventaglio

dell’offerta.

Secondo il mio modesto avviso, questo patrimonio, riconosciuto come vino nobile di interesse

nazionale è un patrimonio di tutti che tutti e i panteschi più di tutti hanno l’ obbligo di salvaguardarlo

e per questo va fatta la quadra di quanto bottiglie si sono prodotte nell’ annata a fronte di quanti

quintali di zibibbo di Pantelleria si sono lavorati magari numerandole e che tutto avvenga entro il

perimetro dell’isola.

La soluzione?????….. Dicono che la DOCG è un modo per addivenire a tale scopo.

 

Difendere il made in Italy  di Mario Pulimanti

Il pericolo della risoluzione Onu sul tema nutrizione, che interessa da vicino il Made in Italy con la minaccia dell’etichetta al semaforo per i prodotti tradizionali della Dieta Mediterranea, per il momento sembra sventato.

Il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio ha infatti detto che finalmente l’Onu è tornata sui suoi passi e ha dovuto ammettere che i nostri prodotti, le eccellenze del made in Italy, non sono dannose per la salute.  Che l’enogastronomia italiana è sana e di qualità.

Sui nostri alimenti non ci sarà quindi nessun bollino nero. Difatti l’etichetta a semaforo è senz’altro pericolosa per l’Italia. Casomai sarebbe opportuno un’icona a batteria che indichi la percentuale di nutrienti e che consenta di visualizzare le componenti nutrizionali quali calorie, grassi, zuccheri e sale.  Il Ministro Centinaio ha così sventato quello che sembrava un vero e proprio attacco per mettere in difficoltà i prodotti tipici italiani. Del resto è lampante che indicazioni ingannevoli e fuorvianti non fanno bene all’economia di nessun Paese.

Ora il ministro Centinaio giustamente ha fatto presente che è il momento di occuparsi di promozione, tutela e tutto ciò che possa aiutare concretamente il settore, vigilando affinché i prodotti italiani siano tutelati e salvaguardati in ogni parte del mondo. Bravo ministro .

La paura e la rabbia. di Lorenzo Matteoli

La paura e la rabbia. di Lorenzo Matteoli

 

Le manifestazioni di Roma con i diecimila e oltre cittadini romani sulla piazza Michelangiolesca del Campidoglio  e di Torino con i 30 mila e oltre in Piazza Castello stanno sconvolgendo la compattezza dei 5 Stelle. Una sottile paura avvelena il sonno dei capi che reagiscono  proprio come chi ha paura:rabbiosamente. Approfittando della diagonale sentenza di assoluzione  di Virginia Raggi, Di Maio insulta in modo volgare i giornalisti assistito dal Dibba Honduregno ancora più velenoso e volgare.

Il linguaggio usato e le minacce non lasciano dubbi: si chiama paura. Fottuta paura.

In realtà quella di Virginia non è una assoluzione da festeggiare e della quale vantarsi, ma è un certificato penoso della incompetenza e dabbenaggine di Virginia, firmato con l’autorevolezza di un magistrato.

Le reazioni di Dibba e Di Maio sono però molto interessanti per leggere nel cuore del Movimento e la più interessante è quella del vero “capo”, Beppe Grillo, che a mio avviso perde il controllo e “toppa” in maniera pericolosa a se e agli altri.

Grillo infatti attacca la “borghesia” che ritiene attrice fondamentale delle solide, fondate denunce politiche e di costume di Roma e Torino. Insulta e minaccia con una linea dialettica che giustamente il notista de la Stampa di Torino oggi qualifica come “Stalinista, Polpottiana, Hitleriana, Mussoliniana” e ci mette  per il buon peso anche Göring.  Tutti autori di battute (ben documentate su La Stampa) sulla borghesia pericolosamente uguali a quelle di Grillo. Da notare  che tutti sono  rappresentanti di orrendi delitti storici, massacri, eccidi, etnocidi, camere a gas, gulag e tutti, dico  tutti, sono stati sconfitti dalla storia dopo aver fatto pagare alla gente e al mondo prezzi mostruosi per i loro delitti. Beppe Grillo si metta in lista di

attesa.

Forse è bene avvertire Grillo che la Borghesia, che lui svillaneggia, disprezza e deride goffamente, da migliaia di anni a questa parte ha fatto, organizzato, gestito, vinto e perso tutte le rivoluzioni che la storia ha narrato e registrato. Tutte.

Quelle che non ha fatto non erano rivoluzioni, ma rigurgiti di buffoni, incompetenti, comunque al prezzo di migliaia di morti ammazzati. E questo è un particolare sul quale pensare.

La Borghesia, il grande Ceto Medio, la classe massiccia che va dal proletariato alla grande imprenditoria e finanza, con radici storiche profonde, lontane. Gente che lavora da sempre, che sa, che realizza, costruisce, porta a termine imprese, che è competente che si occupa malvolentieri di politica, ma quando se ne occupa lo fa sul serio. Gente che alla fine vince, sempre.

Chi aggredisce la Borghesia perde per dettato storico. E così sarà anche con Grillo e il suo bambolone DiMaio e il suo boy scout Dibba.

Mene, mene,  tekel, upharsin. La biblica scritta sul muro.

Hanno perso, Pol Pot, Stalin, Hitler, Göring, Mussolini e più di recente  da noi le BR e in Germania la RAF (Baader, Meinhof). Grillo deve solo scegliere il suo percorso per la sconfitta, o meglio la strada che farà percorrere a Di Maio e Dibba.

Salvini e Dimaio oramai non possono più nascondere il loro disegno assurdo e tragico: creare le condizioni per cui l’Italia sarà buttata fuori dall’Euro. L’uscita non è nel buffo contratto di governo perché era troppo pericoloso mettercela ( ci avevano provato…), ma il progetto è rimasto e lo stanno portando a termine.

Adesso  le misure di Bruxelles serviranno a Salvini e DiMaio per impostare una fantastica campagna elettorale: noi volevamo  “cambiare”,  ma Bruxelles e i “poteri forti” dei banchieri borghesi ce lo hanno impedito. Viva!

Mai campagna elettorale ha pagato i suoi slogan le cifre iperboliche che pagheranno tutti gli Italiani per consentire a Salvini di smargiassare irresponsabilmente su quel tema.

Il problema è se gli Italiani gli crederanno e se ci sarà qualcuno capace di smascherare e denunciare il furto immane, la  immane stupidità e l’orrendo prezzo che pagheremo.

L’altro interessante problema è vedere come Dimaio subirà la nuova linea Polpottiana dettata da Grillo e il suo goffo manifesto di  comunismo, fuori luogo, fuori tempo… livido, feroce e vecchio: la storia insegna che il sistema si cambia dal di dentro, negoziando e trattando. Con competenza. Ogni altra strategia è stata tragicamente provata e sconfitta.  Joseph Stalin, Lavrentij Beria, Andrey Vyshinsky, Leonid Brezhnev, Pol Pot (nato Saloth Sar) ci hanno provato.

Grillo Beppe con Di Maio Luigi ci riusciranno? A quali massacri e sacrifici ci condanneranno? A quali miserie? Come farà Di Maio a convincere al suicidio un solido borghese come Salvini & C.? Come organizzerà il Grande Terrore a Pomigliano?

E quanti 5 Stelle lo seguiranno? E Salvini che farà? Novello Lev Trockij?

Auguri a noi.

 

Siamo razzisti di Lorenzo Matteoli Ecco alcuni episodi segnalati da Il Manifesto, del 19/10/2018 La punta dell’iceberg:

Siamo razzisti di Lorenzo Matteoli

Ecco alcuni episodi segnalati da Il Manifesto, del 19/10/2018

La punta dell’iceberg:

Bolzano 17 ottobre: Sei di un altro colore, siediti in fondo.

Mamadou vive a Bolzano da 15 anni, Sale sul FlixBus Treno Roma.  Quando si siede sul posto assegnato una signora italiana lo insulta: “Qui no, vai via, in fondo,sei di un altro colore e di un’altra religione.”

Bari 15 ottobre: “Sei nero ora ti facciamo diventare bianco.”

Bambino di 8 anni inseguito mentre torna a casa. Vede un gruppo di ragazzini che imbrattano le macchine con una bomboletta di vernice bianca e li invita a smetterla. “Sei nero, ora ti facciamo diventare bianco!” lo inseguono fino a casa

Lucca 12 ottobre:  al ragazzo dello Sri Lanka: “Puzzi di morto”.

Nato e cresciuto a Lucca da genitori dello Sri Lanka, un autista della CTT Toscana Nord: “Puzzi di morto, C’è un tanfo di morto…Non ti puoi sedere: puzzi di morto.” Nessuno dei passeggeri interviene.

Sondrio: circondato e picchiato mentre andava al lavoro

Mame Serigne Gueye, panettiere di 28  senegalese.

Insultato e poi picchiato da un gruppo di persone gli aggressori,

Lucca 6 ottobre: “Non assumo neri perché ai clienti fanno schifo”

Judith Romanello di origini Haitiane, ha risposto a un annuncio per un impiego di cameriera in un ristorante. Questa la risposta: “Ah, ma sei nera. Scusa non è per cattiveria, ma io non voglio persone di colore nel ristorante, potrebbe far schifo ai miei clienti, potrebbe far schifo che tocchi i loro piatti…”

Padova , 4 ottobre: “Non vogliamo camerieri neri” La titolare li caccia.

Una coppia, visto il cameriere di colore dice:  Non vogliamo essere serviti da un cameriere di colore” Una collega del giovane di nome Laura, interviene subito: “Potete anche andare via, qui non serviamo clienti razzisti.”

Genova 4 ottobre: “Torna a lavorare nei campi negro di merda.”

“Tornatene al tuo paese negro di merda” Quattro italiani nel centro di Genova, 20-25 anni hanno aggredito un cittadino ivoriano, calci e pugni e poi, prima di fuggire, gli hanno portato via il portafoglio  e i documenti.

Napoli 2 ottobre: “Mi fai schifo siete voi ad averci rovinato.”

Sull’autobus da Benevento a Napoli. Un passeggero di origini asiatiche , presumibilmente pakistano, viene  insultato e minacciato da uj uomo seduto vicino a lui. “Io sono italiano e tu mi fai schifo, ti taglio la testa, fammi vedere il biglietto, voi facce di merda ci avete rovinato, mi fai schifo a pelle, ti ammazzo di botte.” Tutti i passeggeri impauriti fanno finta di non vedere e di non sentire. Interviene solo Giovanna chiedendo all’uomo di smetterla…l’uomo minaccia anche lei: “Tu a Napoli non  ci arrivi, se ti incontro sei morta…”

Trento 17 ottobre: Studente indiano preso a calci perché “straniero”

Uno studente indiano che frequenta l’Università fatto cadere e colpito a calci.

L’università informata ha reagito, la Prorettrice Barbara Poggio ha espresso la solidarietà a nome di tutto l’Ateneo, ribadendo la natura odiosa e intollerabile del gesto.

Varese 14 ottobre: “Non voglio essere servita da un negro.”

Emmanuel, ventottenne di origini nordafricane da 10 anni vive in Italia, lavora  a un supermercato Carrefour dove fa il cassiere. Durante il suo turno di lavoro una signora quarantenne gli dice: “Non voglio essere servita da un negro.” E lo insulta con frasi razziste lanciandogli una lattina di birra che danneggia la cassa. La donna viene denunciata le telecamere  hanno ripreso l’intera scena.

Roma 30 settembre “Tornatene al tuo paese”

Una donna nordafricana viene spinta e gettata a terra  nei pressi di Piazza Bologna, occupava uno spazio di parcheggio in attesa del fratello con la macchina. Nessuno è intervenuto.

Fonte: “Il Manifesto” 19 ottobre 2018

Questa è la punta dell’Iceberg. Siamo razzisti e lo siamo sempre stati, bisogna dare atto a Matteo Salvini di avere contribuito a fare emergere il fenomeno e congratularsi con il M5S per il silenzio : “Onestà, onestà, onestà…e silenzio!”

Responsabilità contro demagogia di  Matteoli Lorenzo

Responsabilità contro demagogia di  Matteoli Lorenzo Pietro Nenni diceva La Politique d’abord! Per significare il privilegio della valutazione “politica” sulla valutazione di breve termine,  

parrocchiale o tribale. Nenni pensava alla Politica con la P majuscola, come luogo dove la filosofia incontra la storia,

dove la preoccupazione sistemica di lungo termine, la visione geopolitica storica pluri-generazionale, domina la gestione congiunturale, tribale o settaria della cosa pubblica. Dove la storia umilia la demagogia.

Oggi la visione di lungo termine, la preoccupazione per le prossime generazioni e per la credibilità della generazione presente, quella che deve imporre le priorità per tutte le decisioni è sicuramente quella per la gestione del debito pubblico italiano. Si tratta oggi di circa 2300 miliardi di Euro, circa 38.000 Euro (trentottomila) per ogni italiano vivente, uomo donna vecchio bambino. Un debito secondo molti economisti insostenibile, cioè che non riusciremo non solo mai a pagare, ma che non riusciremo fra pochi anni nemmeno a “servire” pagando i dovuti interessi.

Quando a fronte di questa situazione non riusciremo più a “vendere” i Buoni del Tesoro e le altre obbligazioni che rappresentano il debito dello Stato perché i mercati finanziari non crederanno più alla nostra capacità di pagare, sarà la bancarotta dello Stato. Dovremo cominciare a vendere “l’argenteria”, banche, industrie, assetti patrimoniali, porti, ferrovie, diritti di esazione fiscale, e diventeremo una colonia finanziaria dei creditori. Lo Stato non sarà più in grado di far fronte al suo debito vitalizio (pensioni), assistenza sociale, ospedali, scuole,  pubblico impiego etc.

Questa prospettiva, eufemisticamente definibile drammatica, non deve lasciare dubbi sulle priorità del governo.

Ma questa drammatica evidenza non sembra percepita dalla demagogia al governo che insiste nella vergognosa operazione di trasformare impossibili promesse elettorali, come il reddito di cittadinanza, in “diritti” degli elettori. La logica astrusa per cui una promessa, volgarmente demagogica e impossibile, siccome votata dagli elettori, diventa un loro diritto, viene proposta come valida e razionale motivazione per imporre l’assurdo. Ti prometto la luna e siccome tu mi voti è un tuo diritto

ottenere la luna. Una sciocchezza puerile e profondamente disonesta, scandita e dettata come se fosse cosa seria e ineccepibile.

*****

L’altro argomento che oggi invade il dibattito è la teoria che l’accusa di “fascismo” a Salvini e sodali sia una copertura che nasconde l’incapacità della sinistra e di quello che resta del socialismo e della socialdemocrazia italiana, di articolare idee e argomenti validi a contrastare la deriva populista della demagogia di governo. È vero che ci sono nella situazione attuale della società italiana ed europea molte affinità con la situazione che dopo la Prima Guerra Mondiale ha portato al fascismo in Italia e al Nazismo in Germania, ma la storia si ripete in modo sempre diverso.[1]Allora era stata la guerra e la miseria conseguente alla depressione che aveva provocato la rabbia, la protesta e poi il successo della semplificazione nazifascista in Europa. Oggi è stata una marea lunga e lenta di conformismo ideologico al potere travestito da sinistra che ha provocato la desensibilizzazione, il disinteresse, la frustrazione delle classi medie. La artefatta emergenza dei migranti,  creata e non gestita, la smodata pressione fiscale, la corruzione endemica, l’inefficienza dei servizi, hanno poi radicalizzato l’opinione pubblica e creato il 60% di consensi al cartello Lega-5stelle. Un 60% che va valutato tenendo conto del 40% di assenti al voto. Mal contata esiste una forte percentuale di elettori che non sono allineati con il cartello demagogico di governo. E’ su questa ipotetica maggioranza assente che bisogna agire per riconquistare un voto qualificato. Contando anche che molti voti 5stelle arrivano da elettori di sinistra frustrati per i quali un richiamo appassionato su una piattaforma progressista decente dovrebbe essere efficace.

Il problema è quale deve essere la “piattaforma progressista decente” e chi può essere il referente di questa piattaforma. Il dibattito su questo tema vitale è aperto e abbiamo pochi mesi prima delle Europee di Maggio 2019 per costruire la piattaforma e trovare il “referente”.

Diffido delle ammucchiate salvifiche: tutti uniti contro il populismo…secondo me non funziona. La gente vota per le identità chiare, e chiaramente espresse sul piano di programmi e impegni e le ammucchiate del “tutti insieme contro” non sono né chiare come identità né in grado di proporre programmi e impegni chiari.

Bisogna superare la banalità dell’accusa di “fascismo”: Salvini non è fascista è forse peggio: è la folla manipolata che gli risponde che preoccupa. Si tratta di opportunismo demagogico, di interpretazione cinica e di strumentale risposta all’incazzatura e alla frustrazione contingente, di astuto galleggiamento sulla lenta marea del conformismo ideologico della sinistra di comodo che ha dominato mezzo secolo di politica italiana e di governi della consociazione PCI/DC. Si tratta anche del deterioramento del monumento storico dell’Europa dei fondatori (Schmidt, Kohl, Adenauer, Monnet, Degasperi, Spinelli…provocato dalla burocrazia astratta di Bruxelles. L’Europa che abbiamo va tutelata, rinnovata, riformata, rilanciata sulla visione appassionata originale. Si tratta dell’unico grande valore storico degli ultimi 70 di storia europea, lasciarlo spappolare dalla demagogia qualunquista farageriama e dimaianasarebbe una bestemmia.

Per concludere: esiste ed è reale una maggioranza di elettori europei progressisti e “decenti” per usare il termine nell’accezione di Eugenio Montale, pronta ad appoggiare una piattaforma progressista europea e italiana, a votare per una chiara identità politica che esprima programmi e obbiettivi chiari e identificabili di Europa, responsabilità economica  verso le future generazioni, giustizia sociale, libertà e democrazia reale. Questa maggioranza aspetta solo un messaggio che la rappresenti.

 

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato 

l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco 

lo dichiari e risplenda come un croco 

perduto in mezzo a un polveroso prato.

Questo soltanto oggi possiamo dirti,

ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.[2]

 

…e invece è proprio quella parola che bisogna trovare e dare.

(lorenzo matteoli)

[

 

 

Petizione di Rodolfo Scaroni

Da:      rodolfo scaroni [rodolfo.scaroni@fastwebnet.it]

Inviato:           martedì 21 agosto 2018 18:56

A:        rodolfo fastweb

Oggetto:         Giuseppe Conte: Presidente Conte ; per favore parli sul caso Atlantia sulla base di elementi certi!

 

Ciao,

 

Ho appena lanciato la petizione “Giuseppe Conte: Presidente Conte ; per favore parli sul caso

Atlantia sulla base di elementi certi!” e vorrei sapere se puoi darmi una mano aggiungendo la tua

firma.

 

Il mio obiettivo è¨ raggiungere 100 firme a ho bisogno di maggiore sostegno. Puoi saperne di piè¹ e

firmare la petizione qui:

 

https://chn.ge/2BsNRQ0

 

Grazie!

Rodolfo

Ricominciare da capo di Lorenzo Matteoli Se quelli competenti ci hanno portato in questa merda, forse è meglio affidarsi a quelli incompetenti……

Ricominciare da capo  di Lorenzo Matteoli  

 

Se quelli competenti ci hanno portato in questa merda, forse è meglio affidarsi a quelli incompetenti…

Un ragionamento che fa poche grinze.

I “competenti” eletti da regole elettorali manipolabili in genere non sono molto competenti e hanno scopi e finalità diverse dalla “buona amministrazione della cosa pubblica.” Non commettono “errori” ma perseguono scopi sistematicamente diversi dall’onesto amministrare.

Gli ignoranti alternativi, visionari, semplici di mente e “onesti” nel senso che decidono quello che ritengono essere la cosa migliore per la cosa pubblica e per i soggetti che li hanno eletti, possono essere catastrofici nelle loro decisioni, ma ci sono anche probabilità diverse, che facciano cose giuste e che sbagliando imparino a fare cose giuste. Il pericolo non è solo l’ignoranza, è l’arroganza che spesso si accompagna al simplismo. Arroganza che facilmente diventa prevaricazione e prepotenza…un’altra forma di degrado…una nuova “casta.”

C’è una terza possibilità: che vengano corrotti dal “sistema”.

Interessante è invece capire il senso della crisi degli altri partiti del teatro parlamentare italiano. Quanto le rappresentanze parlamentari dei vari partiti vengono elette da un sistema di voto manipolabile e controllabile in modo deviato la qualità degli “eletti” scade inevitabilmente. Vengono eletti soggetti incompetenti, controllati da segreterie o da altre organizzazioni (mafia, chiesa, banche, media, industrie, multinazionali…) comunque soggetti non liberi e quasi sempre deviati.

Nel giro di pochi anni il Parlamento diventa un luogo perverso e si forma il potere trasversale, corrotto…la “casta”.

Questo avviene normalmente nelle democrazie ed è avvenuto in Italia in modo criticamente patologico. Perché il sistema elettorale basato sul suffragio universale è per definizione manipolabile. Oggi più che mai con la strumentazione informatica e la potenza della “rete”. Gli elettori eleggono soggetti che sono indicati in modo più o meno esplicito da centri di potere terzi. Lo strumento fondante della democrazia scade a strumento fondante della malacrazia.

Su questi temi si sono scritti volumi e li cito unicamente e superficialmente per arrivare a una riflessione dalla quale ricavare qualche significato per guardare al presente e al suo possibile futuro.

La malattia della democrazia è la “perdita di credibilità”  della sua classe dirigente e delle relative aggregazioni partitiche.

Quando un partito non è più credibile, il suo manifesto, la sua storia, i suoi eroi, le sue battaglie non sono più credibili. I

suoi uomini, anche i più validi e sinceri non sono più credibili e vengono scartati dagli elettori che non vanno più a votare o votano alternative fortunose. Quando il rifiuto non si trasforma in negazione violenta e radicale. Sovversiva.

La perdita di credibilità politica  è una malattia grave. Si cura con terapie drastiche che richiedono tempi lunghi per vedere  risultati. Non basta un’assemblea, un congresso di partito, un documento della maggioranza per ricostruire la visione ideale sulla quale si basa poi la costruzione di una nuova fiducia. Tutte le vecchie liturgie consolidano la malattia e la incistano in modo ancora più serio.

La malattia è grave perché il virus maligno non ha invaso solo il Parlamento e le rappresentanze dei partiti in quel luogo, ma attraverso la attività parlamentare e dei governi il virus è passato in tutte le istituzioni, gli organi, le espressioni della società governata. È diventato la cultura della intera a società.

Per guarire è necessaria una riflessione profonda e diffusa, umiltà e pazienza.

Bisogna ricominciare da capo e si può fare.