Salviamo il passito. Antonio Casano. Necrologi.

Che sia un anno veramente sfigato?

Un altro amico filopante ci lascia.

Gian Piero Rota Candiani noto per tutti con il nomi di Cochi e con dammuso in contrada San Vito ci ha lasciato improvvisamente il 7 marzo. Era un filopante della prima ora, infatti conosceva e soggiornava nell’isola fin dai primi anni settanta e nella contrada San Vito i residenti agricoltori preferivano chiamarlo Coco, al singolare, per il fatto che nei suoi soggiorni sovente era solo. Un indimenticabile carissimo amico, per tutti,

 

Una seconda perdita marzolina: Peter Fischer.

Fotografo milanese di origine germanica nei primi anni settanta lascia la città lombarda per trasferirsi con la famiglia a Pantelleria. Scelta totale fino al punto di tralasciare rapidamente la sua attività di fotografo per trasformarsi in mastro muratore mentre la compagna ben presto diventa professoressa alle scuole pantesche. Dopo qualche anno si insidiano in un dammuso con vista sul lago dove avviano l’attività di ceramisti – tra l’altro attività che oggi svolge con notevole profitto il figlio Sebastian.

Il pantesco Peter Fischer è morto per un tumore a febbraio.

 

E come potremmo dimenticarci della scomparsa nella catastrofe aereo dell’ archeologo maggiormente esperto di Pantelleria: Sebastiano Tusa.

Il nostro cordoglio per Cochi,  Peter , Tusa è doveroso -anche perchè da noi ben conosciuti e sovente frequentati-  ma un augurio a questo punto diventi inevitabile “che il fato ostile sopra l’isola si dia una calmata”.

 

 

Salviamo lo Zibibbo pantesco di Antonio Casano

L’ esperienza cooperativistica,società di persone è stata fallimentare alla luce dei risultati odierni, per il semplice fatto che il socio agricoltore rinunciava e rinuncia ad esercitare la sua sovranità, delegando senza che i delegati rendessero conto di quello che facevano ,quindi sarebbe da passare da una società di persone a quella di capitale per una struttura commerciale che si occupi della vendita dei prodotti delle tre colture vite capperi ed ulivo ad iniziare dallo zibibbo.

In fin dei conti anziché aspettare che vengono da fuori a comprare i prodotti li andiamo Noi a proporli alla grande distribuzione costituita da agricoltori che se ci saranno utili saranno distribuiti fra gli stessi agricoltori meglio se alla società di azionariato diffuso fra gli agricoltori partecipi a garanzia il Comune di Pantelleria anche con una partecipazione simbolica .Molti vendono ma molte volte rappresentano rivoli commerciale in concorrenza e questo sarebbe da ovviare in questo modo ,con un Centro che coinvolga la maggior parte degli agricoltori e come prima vendita si occupino della vendita dello zibibbo di Pantelleria che nessuno l’ ha sino adesso estromesso dal mercato, ma i commercianti hanno trovato conveniente non venire a Pantelleria trattando l’ uva Italia ma tanti ricordano ancora con nostalgia lo zibibbo e ritornerebbero volentieri a gustarlo.

 

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