Unità nella diversità di Gianfranco Rossetto

Unità nella diversità di Gianfranco Rossetto

Il 3 Aprile 2019 il CEP (Centre for European Policy di Friburgo ) ha pubblicato un breve studio “L’EURO ha vent’anni: chi sono i perdenti ? chi sono i vincenti ?”.

Già nel titolo si capisce che i Paesi sottoscrittori non sono tutti uguali !!

Come appare evidente , per i vari articoli apparsi in passato, io non sono contrario all’EURO. Sono pero’ molto critico nei riguardi dei responsabili politici italiani  che hanno voluto/accettato di fare dell’EURO una Moneta Unica invece , come sempre ventilato da eminenti economisti, una Moneta Comune.

Quando nel 1992 fu firmato il Trattato di Maastricht fu annunciato agli Europei un orizzonte di prosperità che avrebbe portato i paesi più poveri a colmare il divario con  i Paesi più ricchi. Ricordo a questo proposito  solo l’imprudente dichiarazione di Prodi : “…con l’EURO lavoreremo un giorno di meno, guadagnando come se lavorassimo un giorno di più” !!!

Ebbene da alcuni anni NOI semplici mortali stiamo constatando esattamente l’opposto e per di più  in un contesto  esplosivo.

Come si spiega allora che coloro che ci hanno portato in questa indiscussa problematica situazione non si sentano in dovere di dare delle spiegazioni ?

Di fronte alle incombenti difficoltà economiche e sociali che avvelenano la nostra vita quotidiana, come si fa a non condividere e supportare questo bisogno del Cittadino comune  di sapere cosa sia veramente successo , quali errori siano stati commessi e , soprattutto ,  da CHI ?

Eppure io non ricordo di aver trovato particolare risalto nella Stampa di informazione italiana di questo studio del CEP. Ci sono state in verità alcune critiche apparse sulla stampa specializzata sulla metodologia utilizzata.

Basandosi naturalmente sulle tesi “liberali” della Scuola di Friburgo, gli autori hanno messo in rapporto i Paesi della zona Euro con altri Paesi che presentano caratteristiche analoghe senza pero’ avere una Moneta Unica e hanno dedotto quale sarebbe stato il loro PIL senza la Moneta Unica.

Un metodo definito empirico, semplice ma considerato valido: esso dimostra che in venti anni la Moneta Unica ha fatto perdere ai Francesi ed agli Italiani più del 10% del loro reddito” e che i Tedeschi e gli Olandesi sono i soli Europei che ne hanno beneficiato con un “guadagno per abitante di circa 20.000 Euro”.

Ma se un Premio Nobel per l’Economia (Joseph Stiglitz) nel 2016 ha potuto emettere nel suo “Come l’Euro minaccia l’avvenire dell’Europa” le più grandi riserve sulla pertinenza dell’Euro come Moneta Unica, cio’ si deve, secondo Stiglitz, perché la Moneta Unica ha eliminato i regolarizzatori naturali all’interno della Zona Euro amplificando la “naturale” guerra commerciale tra i Paesi che la compongono.

Tra i Paesi , non ci sono dubbi , esiste da sempre un naturale conflitto commerciale. Nessun Paese è disposto ( io direi “non dovrebbe permettersi” ) di sacrificare il benessere dei suoi abitanti a favore di altri Paesi.

Basti pensare all’attuale guerra commerciale tra USA e Cina che ha raggiunto livelli particolarmente accesi , usando pero’ le stesse “armi” : Regole commerciali, Diritti di dogana ecc. ecc. che permettono reciprocamente di difendersi ed attaccare in modo da arrivare ad un “compromesso accettabile per entrambi”.

Ebbene , come sappiamo, all’interno della Zona Euro cio’ non é più possibile !

I differenti Paesi membri della Zona Euro non dispongono più delle “armi” che permettevano loro di difendersi – non dico attaccare – da un attacco aggressivo proveniente da questo o quel partner.                              Ci sono “Paesi virtuosi” e “Paesi incoscientemente allegri”.                           Ci sono Paesi “Formiche” e Paesi“Cicale”.            Non é pero’ nostro compito disquisire  di Etica politica e/o di Diplomazia.

Qui si tratta di Paesi “Cicale” che , per frenare il loro progressivo impoverimento, sono costretti a chiedere prestiti ai Paesi “Formiche” dotati – in contrasto con i principi sottoscritti nel Trattato di Maastricht-  di eccessivi surplus monetari…ma questo indebitamento progressivo ha dei limiti.                                                                                                            Limiti che , già nel 2015,  l’economista Joseph Savès nel suo “L’Europe à l’épreuve de la monnaie unique” portavano  alla conclusione che bisognava trasformare la Moneta Unica in una Moneta Comune “…collegata/appoggiata a delle monete nazionali ad uso esclusivamente interno e aggiustabili tra di loro”.

L’Unione Europea realizzerebbe cosi’ il suo bellissimo motto “Uniti nella diversità”.

Gianfranco Rossetto

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